Ti presenteranno un foglio. Magari anche ben impaginato, con logo aziendale, il tutto molto professionale. Ti diranno: “È solo una proposta d’acquisto, una formalità per bloccare l’appartamento. Firmi qui e mettiamo da parte la casa per lei.”
Sembra semplice, no? In realtà, quel foglio che stai per firmare è uno dei documenti più delicati di tutto il processo di acquisto. Perché una proposta d’acquisto, se accettata, diventa un impegno vincolante. E se dentro ci sono clausole sbagliate, vaghe, o pericolose, ti ritroverai legato a un contratto che ti espone a rischi enormi.
In questa guida scoprirai le sette tipologie di clausole che non dovresti mai accettare in una proposta d’acquisto per casa nuova, perché sono pericolose, cosa rischi firmandole, e soprattutto come proteggerti. Perché la differenza tra una proposta ben fatta e una pessima può costarti decine di migliaia di euro, o addirittura farti perdere la casa senza recuperare quanto versato.
Cos’è davvero una proposta d’acquisto
Prima di parlare di cosa non firmare, capiamo esattamente cos’è una proposta d’acquisto e che valore legale ha.
La natura giuridica della proposta
La proposta d’acquisto è una manifestazione di volontà con cui tu, potenziale acquirente, dichiari di voler comprare un determinato immobile a determinate condizioni, e per dimostrare la serietà dell’intento versi una somma a titolo di caparra. Se il venditore accetta la tua proposta firmandola a sua volta, la proposta diventa un vero e proprio contratto preliminare vincolante per entrambe le parti.
Non è “solo una formalità” come a volte viene presentata. È un impegno serio che genera obblighi giuridici reali. Se firmi una proposta e il venditore l’accetta, sei obbligato ad acquistare. Se poi ti tiri indietro, perdi la caparra versata e potresti anche essere costretto per via legale a completare l’acquisto.
La differenza con il preliminare notarile
C’è una differenza importante tra proposta d’acquisto e contratto preliminare dal notaio. La proposta è tipicamente un documento redatto dall’agenzia immobiliare o dal costruttore, firmato privatamente, che viene poi eventualmente trasformato in preliminare notarile. Per le nuove costruzioni, come abbiamo visto in altri articoli, il preliminare deve essere obbligatoriamente fatto dal notaio e trascritto.
Ma attenzione: anche se la proposta è “solo” il primo passo prima del preliminare notarile, ha comunque valore vincolante. Non pensare di poter firmare una proposta tanto “poi al preliminare si sistema tutto”. Le condizioni della proposta, se accettata, diventano vincolanti.
Quanto è vincolante una proposta accettata
Una volta che hai firmato la proposta e il venditore l’ha accettata, siete entrambi obbligati a rispettare quanto concordato: tu a comprare, lui a vendere, alle condizioni stabilite. Se una delle parti non adempie, l’altra può agire legalmente per ottenere l’esecuzione forzata del contratto (cioè costringere l’inadempiente a firmare il rogito) oppure chiedere il risarcimento dei danni.
La caparra confirmatoria che versi con la proposta serve proprio a questo: se sei tu a tirarti indietro senza giusta causa, il venditore tiene la caparra. Se è il venditore a tirarsi indietro, deve restituirti il doppio della caparra versata.
1) Proposte vincolate al mutuo: perché non funzionano più
Una delle richieste più comuni degli acquirenti è: “Posso inserire una clausola che dice ‘solo se ottengo il mutuo’?” La risposta breve è: tecnicamente sì, ma praticamente nessun venditore serio l’accetta più.
Il problema delle condizioni sospensive
Una clausola del tipo “la presente proposta è vincolata all’ottenimento del mutuo” è quella che si chiama condizione sospensiva: il contratto entra in vigore solo se la condizione si verifica. Sembra una protezione ragionevole per l’acquirente, vero? In teoria lo è, ma nella pratica crea problemi.
Dal punto di vista del venditore, accettare una proposta vincolata al mutuo significa in sostanza non aver venduto. L’immobile resta bloccato per te, ma tu potresti tornare tra due mesi dicendo “la banca mi ha negato il mutuo” e riprenderti la caparra, lasciando il venditore senza vendita e avendo perso due mesi durante i quali avrebbe potuto vendere ad altri.
Perché i costruttori e venditori la rifiutano
I costruttori hanno imparato nel tempo che proposte vincolate al mutuo sono spesso un modo per l’acquirente di “provarci” senza vero impegno. Alcuni acquirenti poco corretti usavano questa clausola per bloccare immobili, poi “guarda caso” la banca negava il mutuo, e loro recuperavano la caparra. Nel frattempo il costruttore aveva perso settimane o mesi.
Per questo motivo, la prassi attuale è che costruttori e venditori seri accettano solo proposte “pulite”, cioè senza condizioni sospensive sul mutuo. Vogliono acquirenti che hanno già verificato di poter ottenere il finanziamento.
La soluzione: pre-delibera prima della proposta
Il modo corretto per proteggerti non è inserire una clausola vincolata al mutuo, ma ottenere la pre-delibera prima di fare la proposta. Con la pre-delibera in mano, sai già che la banca è disposta a concederti il mutuo, quindi puoi fare una proposta seria e non vincolata.
Questo ti dà anche molto più potere contrattuale: presenti un’offerta con pre-delibera allegata, il venditore sa che sei un acquirente affidabile, e ti prende molto più seriamente rispetto a uno che dice “ma solo se mi danno il mutuo”.
La pre-delibera di solito ha validità tre-sei mesi, tempo più che sufficiente per trovare casa, fare la proposta, firmare il preliminare notarile e avviare l’istruttoria definitiva del mutuo.
Quando una clausola sul mutuo ha senso
C’è un’unica situazione in cui inserire una condizione sospensiva legata al mutuo può avere senso: quando hai già la pre-delibera ma per importo inferiore a quanto serve, e stai aspettando una risposta definitiva dalla banca su un importo maggiore.
In quel caso potresti scrivere: “Subordinato all’ottenimento di mutuo per almeno €X entro il giorno Y“. È una condizione specifica, con cifra e data precise, non una generica “se mi danno il mutuo”. Ma anche così, molti venditori preferiranno comunque un acquirente che ha già tutto approvato.
2) Proposte senza fideiussione: il rischio più grande
Abbiamo dedicato un intero articolo alla fideiussione, ma vale la pena ribadirlo qui perché è fondamentale: mai, mai, mai firmare una proposta e versare caparra se non ti viene consegnata contestualmente la fideiussione bancaria o assicurativa.
L’obbligo di legge che molti ignorano
Il Decreto Legislativo 122/2005 stabilisce che il costruttore deve consegnare la fideiussione “prima della consegna di qualunque somma”. Non dopo, non “entro qualche settimana”, ma prima. La caparra che versi con la proposta d’acquisto è “una somma”, quindi deve essere già coperta da fideiussione quando la versi.
Eppure, incredibilmente, molte proposte d’acquisto vengono firmate senza che la fideiussione sia stata consegnata. Il costruttore dice “la stiamo preparando, arriverà la settimana prossima”, e l’acquirente versa la caparra fidandosi. Errore gravissimo.
Cosa rischi senza fideiussione
Se versi la caparra senza fideiussione e poi il costruttore fallisce o non completa i lavori, quei soldi sono persi. Diventi un semplice creditore chirografario nel fallimento, in fila con tutti gli altri, e recuperi zero o pochissimo dopo anni di causa.
La fideiussione è la tua unica vera protezione. Senza, sei completamente scoperto. E non importa quanto il costruttore ti sembri solido: le imprese edili falliscono, è un dato statistico. L’unica differenza tra chi perde tutto e chi recupera tutto è avere o non avere la fideiussione.
Come deve essere la proposta corretta
Una proposta d’acquisto corretta per nuova costruzione deve contenere un articolo specifico che dice: “Il costruttore consegna contestualmente alla firma della presente proposta polizza fideiussoria n. XXX rilasciata da [Banca/Assicurazione] per l’importo di €XXX a garanzia della caparra versata.”
E fisicamente, insieme alla proposta firmata, devi ricevere copia della polizza fideiussoria. Se non ce l’hai in mano, non versi la caparra. È semplice.
La scusa del “tanto poi la facciamo al preliminare”
Alcuni costruttori cercano di tranquillizzarti dicendo che la fideiussione “la faranno sicuramente al preliminare dal notaio, non ti preoccupare, questa è solo una caparra di prenotazione”. No. La legge dice prima di qualunque somma, e la caparra di prenotazione è una somma. Serve fideiussione subito.
Se il costruttore non riesce a darti fideiussione immediatamente, o aspetti che la ottenga prima di versare, oppure semplicemente non fai la proposta a quel costruttore. Un costruttore che non riesce a ottenere fideiussioni bancarie è un costruttore finanziariamente fragile.
3) Tempi di consegna non scritti: la ricetta per l’infinito ritardo
“Consegna prevista indicativamente tra dodici-quindici mesi.” “I lavori dureranno circa un anno.” “Contiamo di finire entro la primavera prossima.” Sono tutte frasi vaghe che non vincolano il costruttore a nulla e ti lasciano completamente scoperto.
Perché i tempi vaghi sono un problema
Se la proposta non indica una data precisa di consegna, o la indica come “indicativa” senza conseguenze per il ritardo, il costruttore può ritardare quanto vuole senza che tu possa fare nulla. Sei vincolato tu a comprare, ma lui non è vincolato a consegnare entro un termine preciso.
Abbiamo visto casi di costruzioni con ritardi di anni rispetto alle vaghe previsioni iniziali. Gli acquirenti avevano firmato proposte con “consegna indicativa”, avevano versato caparre e acconti, ma non potevano far valere nulla perché nel contratto non c’era un termine vincolante.
Cosa deve contenere una proposta seria
Una proposta ben fatta indica: data prevista di inizio lavori, data prevista di fine lavori, data prevista di consegna dell’immobile all’acquirente. E soprattutto, deve indicare cosa succede in caso di ritardo.
Le penali per ritardo sono lo strumento che bilancia il rapporto: se il costruttore ritarda, deve pagarti una penale giornaliera. Tipicamente si prevedono penali di €50-100 al giorno per ogni giorno di ritardo oltre il termine pattuito. Può sembrare poco, ma su mesi di ritardo si accumulano rapidamente cifre significative.
Questo non significa che il costruttore non possa mai ritardare: eventi imprevedibili capitano (condizioni meteorologiche eccezionali, problemi burocratici con il Comune, ecc.). Ma se ritarda, ti compensa economicamente, e questo lo incentiva a rispettare i tempi.
Le clausole di uscita in caso di ritardo grave
Oltre alle penali, una proposta ben strutturata dovrebbe prevedere che in caso di ritardo superiore a un certo periodo (per esempio sei mesi oltre il termine pattuito), tu possa recedere dal contratto ottenendo la restituzione integrale di tutte le somme versate più gli interessi.
Questa è la tua via di uscita se il cantiere si impantana. Senza questa clausola, sei prigioniero: hai versato magari centomila euro di acconti, il costruttore ritarda di due anni, e tu non puoi fare nulla se non aspettare indefinitamente.
La differenza tra “indicativo” e “vincolante”
Quando leggi la proposta, fai molta attenzione alle paroline: “indicativo”, “orientativo”, “previsto”, “stimato” sono tutte formule che rendono il termine non vincolante. Quello che deve esserci scritto è “data di consegna: [giorno/mese/anno]” senza aggettivi, e poi le conseguenze del mancato rispetto.
Se il costruttore si rifiuta di mettere una data vincolante perché “non si sa mai, possono esserci imprevisti”, sta scaricando tutto il rischio su di te. Un costruttore serio mette una data realistica con un ragionevole margine, e se ritarda paga le penali. È così che funziona un contratto equilibrato.
4) Clausole vaghe su finiture e capitolato
“Finiture di pregio.” “Sanitari di primaria marca.” “Pavimenti in gres porcellanato di qualità.” “Impianto di riscaldamento con caldaia a condensazione moderna.” Sono tutte frasi che non dicono nulla di concreto e che ti espongono al rischio di trovarti con materiali e finiture di livello molto inferiore a quanto immaginavi.
Il problema delle formule generiche
Cosa significa “di pregio”? Cosa significa “primaria marca”? Sono concetti soggettivi. Per il costruttore, anche una rubinetteria da €50 a pezzo di un brand che nessuno conosce può essere “di primaria marca”. Tu magari pensavi a Grohe o Hansgrohe che costano €300 a rubinetto.
Cosa significa “di pregio”? Cosa significa “primaria marca”? Sono concetti soggettivi. Per il costruttore, anche una rubinetteria da €50 a pezzo di un brand che nessuno conosce può essere “di primaria marca”. Tu magari pensavi a Grohe o Hansgrohe che costano €300 a rubinetto.
Senza specifiche precise, ti ritroverai alla consegna con materiali che tecnicamente rispettano quanto scritto nel contratto (“ho messo sanitari di marca!”), ma che nella sostanza sono molto inferiori a quanto ti aspettavi.
Cosa deve contenere un capitolato serio
Il capitolato tecnico deve essere allegato alla proposta d’acquisto (o quantomeno al contratto preliminare notarile) e deve indicare marca e modello specifico per ogni elemento rilevante: pavimenti (marca, serie, colore), piastrelle bagni (marca, serie, formato), sanitari (marca, modello), rubinetteria (marca, serie), porte interne (materiale, marca, finiture), infissi (materiale, marca, prestazioni termiche e acustiche), impianto riscaldamento (tipo, marca caldaia o pompa di calore, potenza), impianto elettrico (marca componenti, numero punti luce, prese), e così via.
Più è dettagliato, meglio è. Perché solo con specifiche precise puoi poi verificare che ti abbiano dato esattamente quanto pattuito.
Il diritto di personalizzazione
In molte nuove costruzioni hai la possibilità di personalizzare finiture, cambiando per esempio il colore dei pavimenti, il tipo di piastrelle, i sanitari. Questa possibilità deve essere chiara nella proposta: entro quando puoi fare le scelte, chi sostiene eventuali extra costi, cosa succede se non scegli entro il termine.
Senza questi dettagli scritti, ti ritrovi in balia del costruttore: “Ah ma le personalizzazioni dovevi comunicarle tre mesi fa, ora è tardi.” Oppure: “Sì puoi cambiare ma ti costa €5.000 in più.” Se non è scritto nella proposta o nel capitolato, diventa una trattativa soggetta a interpretazioni.
Le “varianti in corso d’opera”
Molte proposte contengono una clausola che dice qualcosa come “Il costruttore si riserva di apportare varianti in corso d’opera per migliorie tecniche o adeguamenti normativi”. Questa clausola va bene solo se specifica che le varianti non possono peggiorare la qualità rispetto al capitolato, e che eventuali migliorie non comportano costi aggiuntivi per l’acquirente.
Molte proposte contengono una clausola che dice qualcosa come “Il costruttore si riserva di apportare varianti in corso d’opera per migliorie tecniche o adeguamenti normativi”. Questa clausola va bene solo se specifica che le varianti non possono peggiorare la qualità rispetto al capitolato, e che eventuali migliorie non comportano costi aggiuntivi per l’acquirente.
Se la clausola è troppo generica, il costruttore potrebbe cambiare materiali e finiture a suo piacimento, magari peggiorando per risparmiare, e tu non avresti strumenti per opporti.
5) Caparra Senza Ricevuta Ufficiale e Tracciabilità
Ti chiederanno di versare una caparra confirmatoria, tipicamente tra i 10.000 e i 50.000 euro a seconda del valore dell’immobile. Come versi questi soldi è fondamentale per la tua tutela.
Mai contanti o assegni “in mano”
Alcuni costruttori o agenti poco trasparenti potrebbero chiederti di portare un assegno intestato direttamente al costruttore, o peggio ancora contanti. Rifiuta. Ogni versamento deve essere tracciabile, documentato, e accompagnato da ricevuta ufficiale.
Il modo corretto è: bonifico bancario sul conto corrente aziendale del costruttore (che deve essere indicato nella proposta con IBAN preciso), oppure assegno circolare intestato al costruttore ma consegnato tramite l’agenzia o il notaio che rilasciano ricevuta scritta.
La ricevuta deve essere dettagliata
Quando versi la caparra, devi ricevere una ricevuta firmata dal costruttore (o dall’agenzia se fa da intermediaria) che indichi: importo versato, data, causale (“caparra confirmatoria per acquisto appartamento [dati catastali]”), riferimento alla proposta d’acquisto o al contratto, modalità di versamento, e l’indicazione che la somma è coperta da fideiussione n. X.
Senza ricevuta dettagliata, in caso di controversie non hai prova certa di aver versato. E senza riferimento alla fideiussione, non puoi dimostrare che quella somma era garantita.
Il ruolo del notaio o dell’agenzia
Nella prassi migliore, le caparre per nuove costruzioni vengono versate tramite il notaio che le tiene in deposito fiduciario fino alla firma del preliminare, oppure tramite l’agenzia immobiliare che fa da intermediaria. In entrambi i casi, c’è un soggetto terzo che documenta e certifica il versamento.
Se il costruttore ti chiede di versare direttamente a lui senza intermediari, pretendi almeno una ricevuta ufficiale su carta intestata dell’impresa, firmata dal legale rappresentante, con tutti i dettagli sopra indicati.
La tracciabilità per la legge antiriciclaggio
La normativa antiriciclaggio impone tracciabilità per transazioni immobiliari. Pagamenti in contanti sopra certe soglie sono vietati, e comunque anche sotto soglia sono sconsigliati perché non tracciabili. Usa sempre bonifici o assegni circolari nominativi.
Questo non solo ti tutela, ma è anche un obbligo di legge che il costruttore serio rispetta automaticamente. Se ti chiedono contanti “per evitare burocrazia”, è un segnale d’allarme fortissimo: stanno cercando di evadere il fisco, e tu saresti complice.
6) Proposte senza capitolato allegato
Abbiamo già parlato di quanto sia importante che il capitolato sia dettagliato, ma qui parliamo di un problema diverso: proposte dove il capitolato proprio non c’è, o viene promesso “dopo”.

Il problema del “firmi ora, vediamo dopo”
Alcuni costruttori presentano proposte d’acquisto che dicono solo “appartamento di X mq al piano Y con finiture come da capitolato che verrà consegnato successivamente”. Tu firmi, versi la caparra, e solo dopo ti danno il capitolato con le specifiche.
Questo è inaccettabile. Stai impegnandoti a comprare qualcosa di cui non sai nemmeno le caratteristiche precise. È come firmare un contratto per comprare un’auto sapendo solo che “sarà una berlina media”, senza sapere marca, modello, optional, colore, niente.
Cosa deve essere chiaro fin dalla proposta
Al momento della proposta devono essere chiari almeno: metratura commerciale e calpestabile precise dell’appartamento, disposizione locali (numero camere, bagni, ecc.), esposizione (nord, sud, est, ovest), piano, presenza e dimensione di balconi/terrazzi, pertinenze incluse (garage, cantina, posto auto), classe energetica, e capitolato completo o almeno capitolato sommario con impegno a fornire quello dettagliato entro un termine breve e con diritto di recesso se non soddisfacente.
Se ti chiedono di firmare senza queste informazioni, stai facendo un salto nel buio.
Il diritto di recesso se il capitolato non corrisponde
Anche se firmi la proposta con un capitolato solo sommario, deve essere chiaro che quando ti consegneranno quello dettagliato avrai un periodo (per esempio quindici giorni) per verificarlo, e se non ti soddisfa potrai recedere con restituzione integrale della caparra.
Senza questa clausola, una volta firmata la proposta sei vincolato anche se poi il capitolato dettagliato rivela finiture di qualità molto inferiore a quanto ti aspettavi.
7) Firme sotto pressione: la tattica della fretta
“C’è un’altra coppia molto interessata, se vuoi questo appartamento devi decidere oggi.” “L’offerta a questo prezzo scade domani.” “Se non firmi ora, lunedì alziamo il prezzo di €10.000.” Sono tutte tecniche di pressione psicologica per farti firmare senza riflettere.
Perché usano la pressione temporale
La fretta è il nemico della decisione ragionata. Un acquirente che ha tempo di pensare, rileggere il contratto, farlo vedere a un avvocato o a un consulente, potrebbe accorgersi di clausole pericolose o decidere che le condizioni non sono buone. Un acquirente sotto pressione firma senza controllare.
I costruttori e agenti sanno che molte persone, quando si innamorano di una casa, temono di perderla. E sfruttano questa paura emotiva per spingere a firme rapide.
La verità sugli “altri interessati”
A volte è vero che ci sono più acquirenti interessati allo stesso appartamento. Ma spesso è una tattica di vendita. E anche quando è vero, non significa che tu debba firmare qualcosa di cui non sei sicuro.
Se perdi quell’appartamento perché un altro ha firmato prima di te, troverai un altro appartamento. Il mercato è pieno di opportunità. Meglio perdere una casa che ti piaceva piuttosto che firmare un contratto pericoloso che ti costerà decine di migliaia di euro o anni di battaglie legali.
Come gestire la pressione
Quando qualcuno ti mette fretta, la risposta giusta è: “Capisco, ma io ho bisogno di ventiquattr’ore per rileggere con calma e far verificare a un professionista. Se nel frattempo vendete a qualcun altro, pazienza.”
Un venditore serio rispetterà questa richiesta. Un venditore che insiste con “no deve decidere adesso o niente” sta usando una tattica aggressiva che dovrebbe farti diffidare.
Porta sempre la proposta a casa o falla verificare
Non firmare mai sul momento in ufficio dopo la visita dell’appartamento. Chiedi una copia della proposta, portala a casa, leggila con calma, meglio ancora falla leggere a un avvocato o a un’agenzia immobiliare di fiducia come Nova Dream. Loro vedono decine di proposte all’anno, sanno riconoscere le clausole pericolose, possono consigliarti se accettare o chiedere modifiche.
Ventiquattr’ore o quarantott’ore in più per riflettere non cambieranno nulla se la casa è davvero quella giusta per te. Ma potrebbero salvarti da un contratto disastroso.
Come deve essere una proposta ben fatta
Dopo aver visto tutte le cose da evitare, vediamo come dovrebbe essere strutturata una proposta d’acquisto corretta e protettiva per l’acquirente.
Gli elementi essenziali
Una proposta completa deve contenere: identificazione precisa dell’immobile (dati catastali, ubicazione esatta, piano, metratura), prezzo di acquisto totale, modalità di pagamento dettagliate (importo caparra, eventuali acconti successivi con scadenze, saldo al rogito), fideiussione con numero di polizza ed ente garante, data prevista di consegna con penali per ritardo, capitolato allegato o riferimento preciso a capitolato da consegnare entro termine breve, condizioni sospensive se necessarie (rare), termini per la firma del preliminare notarile, e conseguenze in caso di inadempimento di una delle parti.
Le clausole di tutela dell’acquirente
Oltre agli elementi base, una proposta ben fatta dovrebbe includere clausole specifiche che tutelano l’acquirente: diritto di verifica del capitolato dettagliato con possibilità di recesso se non conforme, termini vincolanti di consegna con penali e diritto di recesso in caso di ritardo grave, garanzia che l’immobile sarà consegnato conforme al progetto approvato e al capitolato, impegno del costruttore a consegnare tutte le certificazioni necessarie (agibilità, conformità impianti, APE), e clausola che prevede che eventuali difformità o difetti rilevati entro un certo periodo dalla consegna saranno sanati a spese del costruttore.
Il linguaggio deve essere chiaro
Diffidate di proposte scritte in legalese incomprensibile o con clausole ambigue. Un contratto ben fatto è scritto in italiano chiaro, con frasi brevi, senza giri di parole. Se non capisci cosa significa una clausola, chiedilo. E se la spiegazione che ti danno verbalmente è diversa da quello che sembra dire il testo scritto, chiedi di modificare il testo finché non corrisponde alla spiegazione.
Cosa fare se ti viene presentata una proposta sbagliata
Ti portano una proposta con una o più delle clausole pericolose che abbiamo visto. Come ti comporti?
Non firmare di impulso
Primo passo: non firmare. Dì che vuoi portare il documento a casa per rileggerlo con calma. Non cedere alla pressione.
Fai verificare da un professionista
Porta la proposta a un avvocato immobiliarista, a un notaio, o a un’agenzia seria come Nova Dream. Loro ti diranno esattamente quali clausole sono problematiche e cosa dovresti chiedere di modificare.
Chiedi le modifiche necessarie
Torna dal costruttore o dall’agenzia con una lista precisa di modifiche che vuoi: “Alla clausola X va aggiunto questo, alla clausola Y va tolto questo, serve inserire una clausola Z che prevede…” Un costruttore serio sarà disponibile a negoziare e trovare una formulazione equilibrata. Uno poco serio si irrigidirà e dirà “o così o niente”.
Se rifiutano modifiche ragionevoli, valuta se procedere
Se chiedi di inserire semplicemente i termini di consegna vincolanti con penali, o di allegare il capitolato, o di specificare la fideiussione, e il costruttore si rifiuta dicendo che “loro lavorano così”, fermati a riflettere. Vuoi davvero comprare da qualcuno che non accetta clausole di tutela basilari?
A volte è meglio rinunciare a quella specifica casa e cercarne un’altra con un costruttore più serio, piuttosto che legarsi per anni a un contratto pericoloso.
Come ti aiuta Nova Dream?
Quando un nostro cliente sta per fare una proposta d’acquisto, la nostra procedura standard è: chiediamo di vedere la bozza di proposta prima che il cliente firmi, la analizziamo clausola per clausola verificando che ci siano tutti gli elementi di tutela e che non ci siano clausole pericolose. Se troviamo problemi, li segnaliamo al cliente e lo assistiamo nel chiedere le modifiche necessarie al costruttore.
Spesso negoziamo direttamente noi con il costruttore o l’agenzia venditrice per ottenere una proposta equilibrata. La nostra esperienza e il fatto che lavoriamo regolarmente con questi soggetti ci dà un peso contrattuale che il singolo acquirente non ha.
Non facciamo mai firmare proposte senza fideiussione, senza tempi vincolanti, senza capitolato, o con clausole palesemente sbilanciate. Se un costruttore si rifiuta di correggere aspetti fondamentali, sconsigliamo al cliente di procedere con quell’acquisto.
Stai per firmare una proposta d’acquisto e vuoi essere sicuro che sia corretta?
Mandacela prima di firmare. La verifichiamo senza impegno e ti diciamo se ci sono clausole pericolose o elementi mancanti. Meglio perdere mezz’ora per un controllo che firmare qualcosa che ti rovinerà.
📞 049 689 7710
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